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Che cosa possiamo fare?
 




giovedì, aprile 29, 2004

 
LMD / ARH

I PRIGIONIERI POLITICI NEL SUD VIETNAM new

Per una iniziativa antifascista new

Gandhi: programma per le scuole rurali new

Chissa se i pesci piangono

I testi dell'archivio LMD / ARH sono numerati e deve essere citata integralmente la fonte
 

 

Il Laboratoro Maieutico Dolciano
è emanazione del Progetto :
 
 

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mercoledì, aprile 28, 2004

LMD / ARH - Archivio Regine Hildebrandt

300.000 PERSONE SONO MINACCIATE DI MORTE

NELLE PRIGIONI DI THIEU

NOTIZIE DI ARRESTI IN MASSA NEL SUD VIETNAM, DI TORTURE DEI PRIGIONIERI POLITICI e di piani, in parte già in corso di attuazione, per la liquidazione in massa degli oppositori del regime di Thieu rendono urgente la richiesta di una immediata inchiesta in nome dell'opinione pubblica, specialmente quella occidentale e dei paesi che, essendo alleati del governoo americano, hanno il diritto e l'obbligo di sapere la verità e di chiedere la immediata cessazione di queste palesi violazioni degli accordi di Parigi.

IL NUMERO ESATTO DEI PRIGIONIERI E' SCONOSCIUTO.

Il numero dei prigionieri viene tenuto in gran segreto. Ai giornalisti occidentali, americani compresi, viene negato l'accesso alle prigioni. Coloro che hanno denunciato l'esstenza delle «gabbie di tigre» sono stati espulsi. I quacqueri americani che hanno organizzato un servizio di assistenza medica ai prigionieri sono stati allontanati e privati della possibilità di continuare il loro lavoro da quando hanno riferito sulle torture e sul maltrattamenti inflitti ai prigionieri. La Croce Rossa non ha il permesso di entrare nelle prigioni civili. Il governo del Sud Vietnam ammette l'esistenza di 30.000 prigionieri. li Dipartimento della Difesa USA ammette la cifra di 100.000. Amnesty International e l'Associazáone dei Buddisti all'Estero parlano di un minimo di 200.000 prigionieri politici. Don Luce, uno studioso americano che ha lavorato nel Vietnam al servizio del Consiglio Mondiale delle Chiese, ha testimoniato davanti al Congresso USA che la cifra è di circa 400.000 prigionieri. Il Comitato per la Riforma Carceraria di Saigon riferisce che all'incirca il due per cento della popolazione dei Sud Vietnam è composto di prigionieri politici. Questo Comitato ha lanciato un urgente appello contro gli attuali, massicci arresti di centinaia di cittadini ogni giorno e chiede aiuto per impedire la loro tortura. Molti giornali in tutto il mondo. dal San Francisco Chronicle al New York Times a Le Monde e personale medico altamente qualificato, composto di medic

CHI SONO I PRIGIONIERI? Sono esponenti religiosi, cattolici e buddisti; giovani pacifisti, studenti e liceali, poeti, avvocati, intellettuali, attivisti politici; sono vecchi resistenti contro il dominio francese e quadri politici del FLN; sono familiari - madri, padri, fratelli, mogli e anche bambini - di chiunque sia sospetto di avere simpatie per l'FLN o per le posizioni neutraliste, o anche semplicemente chi si rifiuta di arrendersi ai metodi coercitivi dei corrotti funzionari di polizia del regime attuale.

PERCHE' SONO STATI IMPRIGIONATI? Gli arresti politici hanno lo scopo di eliminare ogni possibile opposizione al regime di Thieu, di impedire la formazione di una classe dirigente alternativa e di sabotare gli accordi di Parigi che richiedono lo stabilimento di libertà democratiche nel Sud Vietnam a partire dall'inizio del cessate-il-fuoco (1-2-73) allo scopo di porre fine all'odio e di portare alla riconciliazione nazionale. In violazione degli accordi, Thieu non ha abolito le leggi d'emergenza che privano i sudvietanamiti da tali libertà, che gli conferiscono poteri speciali e illimitati, e che permettono alla polizia di « arrestare o sparare a vista contro chiunque sia sospetto » di opposizione al regime. L'articolo 19 del decreto legge 004/66, inoltre, permette ancora oggi alla polizia di Thieu di arrestare chiunque e di tenerlo in prigione senza processo per due anni rinnovabili. Le istruzioni date da Thieu alla sua polizia e da lui stesso pubblicamente ripetute anche dopo la firma degli accordi di Parigi enunciano la volontà di «eliminare fisicamente i comunisti e i neutralisti» nel Sud Vietnam

CHI E' RESPONSABILE? I finanziamenti delle prigioni e degli 11 sistemi separati di polizia, composti di 300.000 « mantenitori dell'ordine » nel Sud Vietnam, provvengono dalla CIA, dall'USAID (Agenzia per lo Sviluppo Internazionale) e dal Dipartimento della Difesa USA. I fondi americani destinati alle prigioni del regime di Saigon per il 1973 sono aumentati di 2 milioni di dollari rispetto al 1972.Il contributo americano al sistema poliziesco di Thieu è sei volte maggiore di quello stanziato per la pubblica istruzione. Il bilancio dell'AID per l'anno fiscale 1974 prevede « obblighi » USA per il mantenimento e il funzionamento del sistema repressivo di Saigon fino al 1978. Tra questi « obblighi »: la continuazione e il potenziamento del pattugliamento poliziesco dei centri urbani, dell'attività operativa contro il vietcong, dell'addestramento del personale delle polizie e del sistema carcerario, e il completamento della schedatura personale di 11,5 milioni di vietnamiti al di sopra dell'età di 15 anni. Anche il personale americano è pesantemente coinvolto con il sistema carcerario di Saigon. Migliaia di « consiglieri » americani continuano a dirigere le attività delle polizie, dei centri di interrogatori e delle prigioni. Un numero imprecisato di agenti della CIA e di Ufficiali di polizia vengono pagati da bilanci segreti non controllati dal Congresso, e addestrati nelle scuole speciali di polizia e all'Accademia Internazionale della Polizia a Wasliington, negli Stati Uniti. Ditte americane, e in primo luogo la RMK; costruiscono, infine, per appalto col Pentagono prigioni e gabbie di tigre nel Sud Vietnam. Il deputato cattolico all'Assembea Nazionale di Saigon Ho Ngoc Nhouan ha denunciato, inoltre, il 18 gennaio del 1973 che « Gli Stati Uniti stanno mettendo un nuovo strumento nelle mani della potente polizia sudvietnamita. Si tratta di un nuovo programma, intitolato F-6... e diretto anch'esso, come il suo predecessore (il programma Phoenix che ha falciato finora più di 60.0000 vite) alla "neutralizzazione" (cioè all'arresto, alla tortura e all'eliminazione fisica) di "sospetti di appartenenza o di simpatie per il Vietcong" ».

CHE COSA DICONO GLI ACCORDI DI PARIGI?

Tutto ciò costituisce una flagrante violazione degli Accordi di Parigi i quali dichiarano che:

- « Gli Stati Uniti si impegnano a non imporre un regime filo-americano nel Sud Vietnam».

- «Consiglieri alle organizzazioni paramilitari e alle forze di polizia saranno anch'essi ritirati entro lo stesso periodo» (60 giorni dall'entrata in vigore del "cessate il fuoco") (articolo 5).

- «Tutti gli atti ostili, di terrorismo e di rappresaglie dalle due parti saranno proibiti» (articolo 3).

- «La questione della restituzione dei civili víetnamiti catturati e detenuti nel Sud Vietnam sarà risolta dalle due parti sudvietnamite sulla base dei principi dell'articolo 21B dell'accordo sulla cessazione delle ostilità nel Vietnam del 20 luglio 1954 (accordo di Ginevra); le due parti sudvietnamite lo faranno in uno spirito di riconciliazione nazionale e di accordo, in vista della fine dell'odio e dell'ostilità...» (articolo 8c).

- Immediatamente dopo l'entrata in vigore dei cessate-il- fuoco le due parti sudvietnamite dovranno:

* Raggiungere la riconciliazione e la concordia nazionale; porre termine all'odio e all'ostuità; proibire tutti gli atti di rappresaglia e di discriminazione contro individui e organizzazioni che hanno collaborato con l'una o l'altra parte ».

* Assicurare le libertà democratiche del popolo-. la libertà personale, la libertà di parola, la libertà di stampa, la libertà di incontro, la libertà di organizzazione, la libertà di attività politica, la libertà di fede, la libertà di movimento, la libertà di residenza, la libertà di lavoro, li diritto alla proprietà e alla iniziativa» (articolo 11).

Nessuna di queste clausole è stata finora rispettata dal governo USA e da quello di Saigon, mentre Hanoi e il GRP del Sud Vietnam hanno, da parte loro, proceduto alla liberazione e alla restituzione, in buone condizioni, dei prigionieri di guerra e civili americani e alleati. L'opinione pubblica, specialmente dei paesi alleati degli USA e che hanno rapporti diplomatici con Saigon, non può esimersi dal dovere di esercitare ogni pressione per impedire le massicce liquidazioni che rninacciano tutti coloro che si oppongono a Thieu e che desiderano l'applicazione degli accordi di Parigi: deve impedire la liquidazione dei prigionieri politici molti dei quali sono necessari per la creazione di un'assemblea nazionale veramente rappresentativa e di concordia nazionale, e senza la liberazione dei quali non ci sarà pace nel Vietnam, né pace nel mondo.

APPENDICE I

(Lettera di Padre Chan Tin del Comitato per la Riforma del Regime Carcerario di Saigon alla Comunità vietnamita di Parigi)

« ... Fate presto, prendete le misure adeguate per denunciare queste manovre del governo di Thieu: esso obbliga i detenuti a firmare documenti che certificano la loro avvenuta liberazione per poi trasferirli a destinazione sconosciuta. Tali casi sono accaduti a Poulo Condor (Con Son) e a Tan Hiep. Si tratta di una liquidazione? Oppure della trasformazione dei detenuti politici in detenuti di diritto comune? In ogni caso, in risposta a future rivendicazioni riguardanti questi detenuti politici, il governo di Thìeu potrà dimostrare i documenti con le firme e le impronte digitali, certificando che questi prigionieri non si trovano più nel centri di detenzione». Chan Tin - Saigon, febbraio 1973

(Lettera di Nguyen Duy Thong, presidente del Comitato per il diritto del popolo alla vita).

« ... Nella notte del Nuovo Anno Lunare, cioè dopo la firma degli Accordi e la loro entrata in vigore, i commissari governativi sono penetrati nella prigione. Con fucili e sparando granate lacrimogene hanno causato fratture e svenimenti tra i detenuti politici che giacevano nei diversi reparti della nuova infermeria. Tra le vittime c'erano molti vecchi, malati e ragazzi... Tam Hoa, il capo della Sala IG ha dato al suoi aguzzini via libera al maltrattamento dei detenuti poltici. Molti prigionieri che non potevano sopportare le botte urlavano: « Sono malato! ». Questi venivano picchiati ancora, e Tam Iloa li insultava dicendo. « Ci sono misure speciali di repressione per i malati ». Ci fu un gran numero di feriti in questa repressione di fine d'anno a Chi Hoa. In seguito, questi prigionieri sono stati trasferiti, ammanettati, nel « laboratorio »: una cella particolarmente buia e nera, pregna di odori nauseanti, dove le condizioni igieniche sono delle più indecenti. I prigionieri rinchiusi nel « laboratorio » non vengono sufficientemente nutriti e non hanno diritto alle visite dei familiari. La maggior parte dei prigionieri politici detenuti a Chi Hoà e in particolare a Poulo Condor sono stati costretti dopo selvagge torture, ad accettare capi d'accusa di diritto comune e a rinunciare alla loro definizione come prigionieri politici. Cosi vengono privati dei diritti riservati loro nell'Accordo. Tutti i detenuti politici immatricolati « Fronte Mobile » e « Fronte politico » sono stati declassati ed accusati di gravi delitti comuni. Questo declassamento forzato costituisce una aperta violazione dell'articolo 8 B del protocollo il quale stipula chiaramente: « Le parti s'impegnano a non rifiutare o rimandare la loro liberazione per qualsiasi ragione, ivi compreso il fatto che queste persone sono state accusate o processate per qualsiasi motivo >. Nguyen Duy Thong -Saigon, marzo 1973

APPENDICE Il

(Alcuni casi di arresti, di maltrattamenti e di torture accertati da Amnesty International).

La signora Ngo Ba Thanh, presidente dei Movimento femminile per il Diritto alla Vita, eminente giurista e linguista, 40 anni, arrestata nell'agosto dei 1971 per aver partecipato ad una manifestazione contro Thieu, è detenuta nella prigione di Thu Duc a Saigon. Avendo diretto uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni nella prigione, è stata rinchiusa per un periodo in una piccola cella di isolamento, poi trasferita al Quartier generale della polizia nazionale e accusata di « attività contro la sicurezza dello Stato ». Il 22-3-1972, sofferente di un'asma acuta e di disturbi cardiaci è stata portata su una barella davanti alla corte marziale. Per richiesta del medico che aveva constatato il suo grave stato di salute, tanto che « poteva morire da un momento all'altro » (New Vork Times 23-3-19r72), l'inizio del processo è stato rimandato, ma le è stato rifiutato di potersi curare in un ospedale, ed è stata rispedita in prigione. Oggi, 20 mesi dopo il suo arresto, ancora non le sono stati notificati i capi d'accusa.

Nguyen Long, 63 anni, avvocato alla Corte d'appello di Saigon, coraggioso difensore dei diritti civili nel Sud Vietnam, malato in conseguenza di un precedente periodo di detenzione durato tre anni (1965-1967), arrestato il 27 luglio 1972.

Thieu Thi Tan e Thieu Thi Tao, due sorelle, studentesse di Saigon , arrestate nel novembre del 1968 e condannate, " per diffusione di propaganda comunista" rispettivamente a uno e due anni di prigione. Scontate le pene, tuttavia, le due sorelle sono state deportate a Poulo Condor ( Con Son ). Sottoposte a maltrattamenti e torture, Thieu Thi Tan soffre di tubercolosi mentre Thieu Thi Tao è paralizzata e afflitta da disturbi mentali. Recentemente è stata arrestata anche la loro madre.

Nguyen Viet Tuan, 23 anni, insegnante di scuola elementare, presidente della Gioventù operaia cattolica nel Sud Vietnam, arrestato il 1 maggio scorso e gravemente torturato nel quartier generale della polizia di Saigon. Tuttora in prigione, non è stato ancora processato.

Nguyen Van Tho, 25 anni, arrestato quattro anni fa insieme ad altri 20 studenti durante una manifestazione non-violenta per la pace. Gravemente torturato per un anno intero, perché rifiutava di firmare una « confessione » secondo la quale sarebbe stato membro del FLN, subendo, tra l'altro, sei volte la tortura con l'acqua saponata forzata giù per il naso e la bocca fino all'inverosimile gonfiamento dello stomaco, stato in cui veniva soggetto a pestaggio da parte dei torturatori. Rilasciato due anni fa, è costretto ad una vita alla macchia per evitare ulteriori arresti. Quattro mesi fa, infatti, la polizia, facendo irruzione a casa sua per riarrestarlo e non trovandolo, ha portato via sua moglie di 22 anni e il loro bambino di un anno. Dei due non si è più avuta nessuna notizia

Ba Nam,70 anni, arrestata quattro anni fa con l'accusa di aver nascosto in casa sua un membro del FNL, e imprigionata prima a Chi Hoà, poi a Con Son. Legata al pavimento, i suoi torturatori saltavano su e giù sul suo corpo, accecandola poi con calce viva spruzzatele sulla testa e sul viso.

APPENDICE III

(Dalle testiinonianze di due francesi, Debris e Menras, che sono stati rilasciati nel dicembre del 1972 dalla prigione di Chi Hoà dove sono stati detenuti per 2 anni e mezzo per aver esibito una bandiera dell'FLN nella città di Saigon).

« Negli ultimi mesi della nostra detenzione a Chi Hoà abbiamo visto qualcosa di ancora più tragico.Il 15 di novembre è ritornato il colonnello Nguyen Van Ve, denunciato nel 69 come il "padre delle gabbie tigre" . Ci siamo resi conto che il colonnello si stava preparando per un cessate il fuoco... Conoscevamo almeno 26 prigionieri che sono stati torturati a morte quando noi stavamo partendo. Il 10 dicembre, 16 studenti cattolici avevano cominciato uno sciopero della fame per protestare contro il fatto che gli vietavano di uscire nel cortile a prendere un po' d'aria e di ricevere le visite dei familiari. Il 26 dicembre sono stati portati via sulle barelle alle gabbie di tigre di Poulo Condor. Altri 53 prigionieri politici della cella OG3, settore FG, sono stati rispediti nelle gabbie di tigre di Poulo Condor nelle stesse condizioni in cui erano arrivati da lì qualche mese prima: le gambe spezzate, le giunture paralizzate, asmatici e lebbrosi, quasi tutti malati di tubercolosi. Sapevamo che per questi prigionieri, con i quali abbiamo vissuto per quasi un anno, la rispedizione a Poulo Condor equivaleva ad una sentenza di morte...,>

« ... Nel gennaio 1972, 40 prigionieri sono stati riportati a Chi Hoà dall'isola di Phu Quoc. Alcuni hanno avuto un'occhio strappato a mano, altri un orecchio tagliato o le giunture delle dita spezzati via con l'accetta. Inoltre, una delle torture più atroci praticate a Poulo Condor consiste nel far sedere un prigioniero nudo su una sedia bucata, e sotto il buco una lampada di cherosene accesa. La fiamma è regolata in modo da bruciare l'ano. Un altro mezzo di tortura, praticato dal tenente Khach sul prigioniero Le Rong Son è questo: battere 13 chiodi da falegname dentro i piedi, le mani, il corpo e infine nelle tempia e nel cranio dei prigioniero ».

« C'è più di un solo modo di uccidere un uomo...

Il signor Nguyen Dong Ma, fratello minore della signora Nguyen Thi Binh è stato condannato senza prove a tre anni di prigione. Quando ha scontato la pena inflittagli, gli interpreti americani al comando della polizia gli hanno ordinato di firmare una dichiarazione offensiva nei confronti di sua sorella e di trasmetterla sulla TV. Egli ha rifiutato, ed è stato rispedito prima a Chi Hoà, dove lo abbiamo incontrato, e poi a Poulo Condor dove è scomparso senza lasciare tracce. Al momento dei suo arresto, sua moglie era incinta. Ha partorito in un centro di interrogatorio. Avendo rifiutato anch'essa di firmare una dichiarazione simile a quella sottoposta a suo marito, il bambino le è stato portato via >

« Il 20 dicembre, 50 bambini ( tra cui tre bambine) tra i 7 e i 16 anni, rinchiusi come prigionieri politici nel settore AH, sono stati trasferiti al centro di rieducazione di Da Lat dove si trovano attualmente oltre 800 bambini. Il più giovane, Sau, ha 7 anni. Sua madre è stata uccisa in un bombardamento americano. Suo padre, ferito nello stesso bombardamento, è stato arrestato come "sospetto vietcong". Sau aveva 4 anni quando lo hanno arrestato insieme a suo padre. Tra il 10 e il 20 dicembre lo abbiamo sentito piangere di notte. Dopo il 20 dicembre c'era il silenzio. Che cosa è accaduto a Sau? Dinh, 12 anni, è stato torturato come i prigionieri adulti perché si era rifiutato di dire con chi i suoi parenti si incontravano ed avevano contatti: lo hanno costretto a bere acqua insaponata fino che il suo corpo gonfiava. lo hanno fatto dondolare, il suo corpo appeso per le mani al soffitto ("viaggio in aereo"), lo hanno torturato con l'elettricità, gli hanno detto che sua madre è gravemente malata e che se voleva vederla prima che morisse farebbe bene a confessare...

A Da Lat, questi bambini vengono messi in piccole gabbie, quasi completamente nudi. Gli viene versata addosso dell'acqua, di notte, in modo che gelino di freddo ».

«A partire dal marzo del 1972, molti intellettuali, professori, avvocati sono stati incarcerati, tra cui il nostro vecchio avvocato, il presidente dei Movimento per l'autodeterminazione del popolo e dei Movimento per la pace, Nguyen Long, giuristi come la signora Ngo Ba Thanh, laureata da università americane ed europee e presidente del movimento femminile per il diritto alla vita; scrittori e giornalisti come Thieu Son, studenti cattolici, membri della Gioventù operaia cattolica, monaci buddisti. Nessuno di loro ha mai nascosto di essere un militante pacifista e di volere il ritiro delle forze USA.

Tutti dicevano. "A Norimberga venivano processati i criminali di guerra. Qui, nel Vietnam, oggi vengono condannati da Thieu i "criminali della pace"».

APPENDICE IV

(La corresponsabilità americana nelle operazioni della polizia dei Sud Vietnam: dati presi dal bilancio dell'USAID per il 1973 presentato al Congresso)

Titolo- APPOGGIO ALLA POLIZIA DEL SUD VIETNAM

(ANNO FISCALE 1973)

Numero dei progetto: 730-11-710-352

Costo in dollari USA:

Obblighi contratti fino al 30-6-1972 dollari 56,244,000

Obblighi per l'anno fiscale 1973 » 6,179,000

Obblighi per il 1974-1978 » 15,959,000

Costo totale entro il 1978 » 78,382,000

Obiettivo del progetto: Assistenza alla polizia nazionale del Sud Vietnam nel mantenimento dell'ordine e della legge e la sicurezza locale nelle zone pacificate urbane e rurali, combattimento di elementi vietcong su scala minore e impedimento di rifornimenti al nemico.

Lo sviluppo di una forza di polizia effettiva, ben diretta e meglio addestrata e l'istituzionalizzazione dell'imposizione della legge sono importanti elementi nella pacificazione e nello sviluppo a lungo termine.

Gli obiettivi includono il rifornimento di attrezzature, l'addestramento e l'appoggio attraverso consiglieri di una forza di polizia di 122.000 uomini entro la fine dell'anno fiscale 1973, il completamento della schedatura di 11,5 milioni di persone sopra l'età di 15 anni, l'assistenza tecnica per lo sviluppo di un sistema di detenzione poliziesca efficiente, e l'espansione delle stazioni di polizia nei villaggi.

APPENDICE VI

(La dichiarazione costitutiva del Comitato Internazionale per Salvare i Prigionieri Politici nel Sud Vietnam dalla Detenzione, dalla Tortura e dalla Morte, Minneapolis. Minn. USA):

DOMANI POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI!

Tutte le lacrime versate negli ultimi 27 anni sui milioni di ebrei uccisi nei campi di concentramento tedeschi non riporteranno alla vita nemmeno uno solo di quei morti. Ciò non deve più accadere! Non piangete dopo - agite subito!

I prigionieri politici nel Sud Vietnam: studenti, religiosi, vecchi, intellettuali, madri e perfino bambini piccoli sono in immediato pericolo di liquidazione. Il regime di Thieu teme che se rilasciati, essi racconteranno al mondo i dati sui maltrattamenti da loro (e dai loro compagni di prigionia che sono morti in seguito alle torture) subiti; esso teme altresì che costituiranno un'autentica opposizione che si esprimerà nelle libere elezioni se tali elezioni potranno svolgersi (ricordate: 2 per cento della popolazione del Sud Vietnam è in prigione). Abbiamo le prove che alcune prigioni sono minate, pronte per una immediata distruzione: basta premere un bottone...

Recenti visite compiute nel Vietnam da Don Luce e da Eoin Mackay del Consiglio Mondiale delle Chiese hanno riconfermato la tremenda sofferenza di questa gente.

Giovedì, il 14 dicembre 1972, il Comitato Internazionale per Salvare i Prigionieri Politici nel Sud Vietnam dalla Detenzione, dalla Tortura e dalla Morte ha formalmente stabilito di adoperarsi immediatamente per fare tutto il possibile per meritarsi il nome di quest'organizzazione.

I direttori:

Thomas Gumbleton, vescovo di Detroit

Padre Harry Bury, Cleveland

Marianne Hamilton, Minneapolis

Ann Benson, Minneapolis

Rev. Russel Matton, Toronto

Don Luce, Washington DC

Dr. Rosemary Reuther, Cambrldge, Mass.

Che cosa possiamo fare?

OGNI MOMENTO E' PREZIOSO! Dobbiamo agire subito per salvare le vite dei prigionieri politici nel Sud Vietnam.

OGNI GIORNO, CENTINAIA DI CIVILI VENGONO TORTURATI ED ALTRI UCCISI DALLA POLIZIA SEGRETA DI THIEU.

Organizzate delegazioni e gruppi che si rivolgeranno ai vostri deputati e senatori chiedendogli di promuovere commissioni d'inchiesta che andranno ad indagare sulla situazione dei prigionieri politici nel Sud Vietnam, di appellarsi ai loro colleghi nel Congresso USA di fare altrettanto, e di tagliare i fondi al sistema carcerario e poliziesco di Thieu, premete sul governo italiano di chiedere al governo USA, ancora ora responsabile per le prigioni di Saigon, e a quello di Saigon, con il quale intrattiene relazioni diplomatiche di adoperarsi per salvare e liberare i prigionieri politici.

Rivolgetevi alle organizzazioni religiose a voi più vicine di fare altrettanto, e così anche ai vostri enti locali, provinciali, regionali.

Se siete membri di organizzazioni professionali, di comunità, di collettivi o di altri gruppi o movimenti, distribuite questo materiale e mobilitate in questo senso i vostri amici e colleghi.

Scrivete voi stessi a:

Kurt Waldheim, Segretario dell'ONU, palazzo dell'ONU, New York, NY, USA;

- Presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, la Casa Bianca, Washington DC, USA;

- Senatore William Fulbright, presidente della Commissione Esteri, Senato USA, Washington DC, USA;

- Leader religiosi;

- Governi dell'URSS, Cina, Canada, Ungheria, Polonia (membri della Conferenza internazionale per l'applicazione degli accordi di Parigi) tramite le ambasciate a Roma.

- Se avete parenti negli USA, chiedetegli di mobilitarsi. Soprattutto, AGITE SUBITO. Diffondete le informazioni a vostra disposizione.

Chiedete ai giornali e alla RAI-TV di interessarsi costantemente della sorte dei prigionieri politici nel Sud Vietnam.

Per ulteriori informazioni e altre copie di questo volantino rivolgetevi al Comitato per salvare i prigionieri politici nel Sud Vietnam, Borgo Pinti 80, 50121 Firenze.

RICORDATE! LA SORTE DEI PRIGIONIERI POLITICI NEL SUD VIIETNAM E' ANCHE NELLE MANI DI OGNUNO DI NOI. AGITE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

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Senatore Williain Fulbright

Chairman, Senate Foreign Affairs Committee

United States Senate

Washington DC - USA

Centinaia di migliaia di prigionieri politici sono ancora imprigionati nel Sud Vietnam. Gli arresti in massa continuano. Migliaia muoiono o diventano invalidi a causa delle torture e dei maltrattamenti. Noi sappiano che gli USA sono pesantemente coinvolti nella organizzazione, nella direzione e nel finanziamento della polizia e del sistema carcerario del Sud Vietnam. Sappiamo anche che tutto ciò è in contrasto con gli accordi di Parigi per la cessazione delle ostilità nel Vietnam di cui il suo governo è il primo firmatario. Essendo il nostro paese alleato degli USA ci sentiamo di poterci rivolgere a voi con la richiesta di condurre una immediata inchiesta sugli arresti, le torture, e le uccisioni dei prigionieri politici nel Sud Vietnam e di tagliare i fondi USA al governo dei Sud Vietnam, fondi che fanno possibile tale brutalità e repressione, e che quindi vanno immediatamente bloccati. I prigionieri di guerra americani sono tornati alle loro case. Anche i prigionieri civili nel Sud Vietnam hanno diritto alla vita e alla libertà. Siano rispettati gli accordi di Parigi e la volontà di pace dei popoli!

Data:

Indirizzo:

Nome:

occupazione:

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QUESTO MATERIALE E' STATO PREPARATO DAL

COMITATO PER SALVARE I PRIGIONIERI POLITICI NEL SUD VIETNAM

- SEZIONE ITALIANA DEL COMITATO INTERNAZIONALE:

Enzo Enriques Agnoletti (Firenze),

Franco Antonicelli (Torino),

Padre Ernesto Balducci (Firenze),

Paolo Barile (Firenze),

Ettore Biocca (Roma),

Norberto Bobblo (Torino),

Camilla Cederna (Milano),

Danilo Dolci (Partinico, Palermo)

Luigi Dallapiccola (Firenze),

Giovanni Favilli (Bologna),

Alessandro Galante Garrone (Torino),

Marcella Glisenti (Roma),

Raniero La Valle (Roma),

Cesare Luporini (Firenze),

Giulio Maccacaro (Milano).

Costantino Mortati (Roma),

Cesare Musatti (Milano),

Ruggero Orfei (Roma),

Nuto Revelli (Torino),

Lidia Rokach (Roma),

Pastore Luigi Santini (Firenze),

Pastore Mario Sbaffi (Roma),

Ignazio Silone (Roma),

Giorgio Spini (Firenze),

Padre Davide Turoldo (Sotto il Monte, Dergamo).

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Fonte :

LMD Laboratorio Maieutico Dolciano : " Archivio R.Hildebrandt " ,

LMD / ARH / 4 / ddvietnam

Documento originale : depliant pieghevole n. 1 foglio stampato f/r

a cura di
Nadia Scardeoni
 
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I testi dell'archivio LMD / ARH sono numerati e deve essere citata integralmente la fonte
 
 

postato da interlinea | 16:28 | commenti

grazie a squidfingers x gli sfondi (background)